Premesse

Emanuele Giglio

Dopo un lavoro di ricerca durato ventisette anni, abbiamo finalmente realizzato uno spettacolo che può essere ascoltato da spettatori che non parlano la lingua italiana pur essendo tutto recitato in italiano.

L’esportazione del teatro all’estero – a differenza di altri linguaggi artistici come la musica, la pittura, la danza e la scultura – ha sempre dovuto fare i conti con l’inciampo dell’incomprensione causato dalla Babele delle lingue.

L’unico rimedio crediamo sia offerto dal verso stesso che soccorre a ciò da quando è nato.

Se si tralascia solo per un poco il volere a tutti i costi ostinarsi a comprendere il concetto dell’esposto e ci si abbandona all’ascolto della musicalità del verso, diventa possibile per l’orecchio di qualsiasi idioma afferrar della parola tutto un universo di suoni che comunica più di qualsiasi significato.  Il melodramma rappresenta l’esempio più alto. In qualsiasi lingua sia esso cantato è la musica che ci esalta; lo dimostra il fatto che anche quando il testo del libretto è scritto nella nostra lingua capita spesso che non comprendiamo le parole ma ci lasciamo trascinare comunque dal bel canto.